ECCO UNA DONNA DAVVERO DA IMITARE (E NON FA L’INFLUENCER)

L’articolo della settimana nel blog di questa nostra community tutta al femminile non poteva che riguardare Malala, giovane attivista pakistana, che seppur giovanissima ha già dedicato gran parte della sua vita al sostegno delle donne e dei loro diritti fondamentali. Se non la conoscete già vi do qualche dato: ha 23 anni, ha vinto il Nobel per la Pace nel 2014, ed è la star di copertina di Vogue in uscita proprio oggi 4 giugno, fotografata da Nick Knight e intervistata dalla giornalista Sirin Kale.


Lei su Twitter ha commentato così il fatto: ''Conosco il potere che una ragazza porta nel suo cuore quando si pone un obiettivo e ha una missione. Spero che ogni ragazza che vede questa copertina sappia che può cambiare il mondo Grazie @BritishVogue, @Edward_Enninful & @thedalstonyears''.


Il finale della storia di Malala Yousafzai è straordinario, un po' meno l'inizio.

A causa del suo impegno a favore dell'istruzione delle ragazze, il 9 ottobre 2012, all’età 15 anni, è stata vittima di un attentato dei talebani sullo scuolabus che la riportava a casa dopo la scuola. Questo perchè, attraverso ad uno pseudonimo, era solita documentare da diverso tempo per la Bbc il regime nel quale erano costrette a vivere le ragazze e le donne nel suo paese. Ciò che denunciava con maggior fervore era la totale impossibilità per le bambine di istruirsi.


Dopo l’attentato che l’ha vista coinvolta è stata curata al Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, venendo così “adottata” dalla Gran Bretagna.


Ciò che stupisce è come questo attacco nei suoi confronti non l’abbia mai fatta desistere dalla volontà di combattere per il violenza non sia mai riuscita a fermare il suo attivismo. All'età di 15 anni ha istituito il Malala Fund. Per promuoverlo ha viaggiato per il mondo come sostenitrice dell'istruzione delle ragazze, facendo campagne per diverse cause. Tra quelle di cui si è sentito più parlare vi è sicuramente la campagna per il rilascio delle studentesse rapite da Boko Haram.

La sua caparbietà e la sua capacità di tenere discorsi di fronte a pubblici di personalità di spessore e cultura, indipendentemente dalla sua tenera età, l’ha portata a tenere un discorso nello Studio Ovale del Palazzo di Vetro dell'Onu in occasione del suo sedicesimo compleanno: in quell’occasione lanciò un appello per l'educazione scolastica delle bambine e dei bambini di tutto il mondo.


Se vi chiedete cosa faccia ora, Malala si è laureata a Oxford (con lode), dove ha studiato politica, filosofia ed economia (per non farsi mancare nulla).

Nell’intervista parla dell’incognita rispetto al suo futuro e di amore e famiglia, ma anche di come ha vissuto il periodo della pandemia (per esempio si è posta l'obiettivo di leggere 84 libri), del significato profondo del velo per lei e dei suoi quasi due milioni di follower su Twitter.


A questo punto, se l’articolo vi ha incuriosito, non vi resta che leggere la sua intervista integrale e la sua autobiografia, Io sono Malala (Garzanti), pubblicata nel 2013, che è diventata un bestseller internazionale.


Alla prossima settimana.


#ZetaOro