LE ORIGINI DEL MAKE UP: PIONIERI FURONO GLI EGIZI!




Dipingersi viso e corpo è un’usanza derivante dai tempi antichi, che trova espressione diversa a seconda dei popoli e delle zone geografiche nella quale si pratica. Vi è chi lo fa come vero e proprio rituale di bellezza, ma anche chi decora il proprio viso come pratica religiosa, piuttosto che come buon auspicio per la guerra. Insomma, gli usi sono dei più svariati, ma tutti sembrano avere un minimo comun denominatore: voler sembrare qualcosa che in realtà non si è. Lo si deduce anche dalle origini della parola trucco, che proviene da trouque, ossia inganno. Tale pratica è conosciuta davvero fin dal tempo dei tempi: si è scoperto infatti che l’usanza di pitturarsi viso e corpo appartenesse anche all’uomo di Neanderthal, che usava ornarsi il viso di pigmenti derivanti da bacche a scopi rituali. Le curiosità in tema make up sono tante, abbiamo quindi deciso di riportarne alcune in seguito che sicuramente ti farà piacere conoscere che riguardano la nascita di tale pratica. Nelle prossime settimane poi analizzeremo come le mode in tema trucco si sono evolute fino ai giorni nostri, ma ora partiamo dalle origini!


La storia del trucco deve i suoi natali agli antichi egizi, per i quali tale attività aveva una funzione religiosa ed era praticata sia da uomini che da donne. Era forte la convinzione che questo piacesse agli dei e proteggesse dagli avventi avversi, motivo anche per il quale i pigmenti venivano preparati dai sacerdoti. Sono molte le raffigurazioni arrivate fino ai giorni d’oggi dalle quali si evincono le peculiarità del trucco dal 3000 a.C., che sono la presenza di colori accesi e il contorno degli occhi molto marcato. La prima linea di prodotti cosmetici si deve proprio a Cleopatra, durante il cui regno era credenza comune che più si abbelliva il proprio corpo più si fosse di classe elevata e protetti dagli dei.


Passando al mondo della Grecia classica invece, il trucco era esclusivamente sinonimo di appartenenza alle classi sociali più abbienti. A differenza dell’età preclassica, dove il concetto di bellezza non era ancora ben delineato, è da questi anni che poeti e filosofi iniziano a svilupparne l’idea e a parlarne. Si narra addirittura che fosse divenuto tanto importante truccarsi che vi fossero delle multe per chi si presentasse trasandato alle occasioni di vita pubblica. L’olio d’oliva, dalle note proprietà emollienti, nutritive ed elasticizzanti, costituiva l’ingrediente d’elezione per preparare cosmetici. Se in un primo tempo quindi le donne coloravano molto poco la propria pelle, in seguito erano solite trascorrere gran parte delle loro mattine ad abbellirsi. Il cosmetico più diffuso nell’antica Grecia era indubbiamente la biacca (carbonato basico di piombo) e gesso, che dava alla pelle un colore bianco. L’obiettivo era mantenere l’incarnato pallido a qualsiasi costo, poichè tale colore era simbolo di purezza e virtù per le donne al punto da dover sembrare quasi trasparenti. Curiosità: a causa dell’uso costante e prolungato della biacca, erano molte le donne che si avvelenavano a tal punto da morire.


Dopo la conquista della Grecia (146 a.c.), anche i Romani impararono a curare il loro aspetto fisico ed assunsero i canoni estetici e le usanze dal popolo vinto.

Le raffinate abitudini greche e orientali influenzarono fortemente i costumi dei Romani durante l’Impero ed i dipinti dell’epoca ci danno notizia dei trucchi usati dalle donne per essere più belle.

Vennero addirittura pubblicati dei manuali di bellezza. Nell’antica Roma poi vi erano delle figure schiave specializzate, le cosiddette cosmetae, che preparavano freschi dei preparati con i quali truccarsi.


Riassunte le prime usanze in tema trucco, concludiamo qui il nostro appuntamento settimanale, sperando che sia stato interessante per tutte voi. La prossima settimane scopriremo come si sono evolute in tema le tendenze fino ad arrivare a tempi più recenti, stay tuned!


… e grazie per averci letto anche oggi.


#ZetaOro